(SONO TUTTI SISTEMATI, ORA)

 

3 atti

 

Personaggi

 

SANTINA                   madre di famiglia vecchio stampo

ALDO                       marito di Santina

IOLE                        figlia minore(e carina) di Santina e Aldo

ANDREINA                 figlia maggiore di Santina e Aldo

BRUNA                     vicina impicciona

MARIA                     figlia tonterellona di Bruna

RINO                       campagnolo della più bella specie

LUIGI                       fidanzato di Iole

RAGIONIER PAPERI      impettito spasimante di Iole

 

 

Questa commedia è vissuta come un sogno ad occhi aperti che Santina, ottantenne all’ospizio, sola e abbandonata, fa per vincere la noia affidandosi ai ricordi. Santina sente ancora quella musica “Vola, colomba bianca vola” e si ritrova nella sua cucina di quella casa di campagna dove aspettava per la cena le figlie Iole e Andreina. Quando queste arrivano, arriva la solita bella confusione serale, fatta di chiacchere, piccoli litigi, il marito Aldo che parteggia per la più piccola, Iole, la vicina Bruna, curiosa ed invidiosa, con la figlia Maria, decisamente bruttina e tonta.

Il primo tempo  si snoda sul tentativo di Santina di maritare Iole con  Rino, un rustico contadino quasi analfabeta ma con qualche lira da parte, tentativi ostacolati dal marito Aldo, grazie anche all’intervento fortuito di un ridicolo spasimante, il rag. Paperi, che viene sbeffeggiato in continuazione.

Rino verrà “passato” alla sorella maggiore, mentre Iole troverà un vero fidanzato, Luigi, che però non incontra il favore della madre Santina. La situazione si complica quando Bruna, la vicina impicciona, tenta di scaricare sulle spalle di Luigi una gravidanza indesiderata della figlia tonta, Maria, che non sa dire chi sia il padre (“tra tanta gint!”).

Ancora una volta l’intervento sagace di Aldo e provvidenziale del rag. Paperi sbroglia la situazione: questi, infatti, verrà indiziato del reato e costretto “simpaticamente” a rimediare al fattaccio.

A fine commedia, ritroviamo Santina vecchia, sola, addormentata.

In realtà, nell’indifferenza generale espressa dalle battute dell’infermiere della casa di riposo, è passata dal sonno alla morte.

 

In questa commedia, di tono rustico, l’intreccio ha poca importanza. Serve solo a presentare una carrellata di personaggi di cinquant’anni fa, quando sposare bene una figlia era ancora un problema da risolvere e fonte di discussioni e scontri.

La commedia è più che mai in mano agli interpreti ai quali toccherà colorire caratteri forti come  Rino, mezzadro, Bruna, vivace vicina, Maria, la tonta, Iole, la bella, Andreina, la fagiolona, il rag. Paperi, imbranato impiegato d’altri tempi con voce nasale, nonché i due protagonisti, genitori vecchio stampo con lei intransigente e lui uomo bonario e accomodante.

 

Questa commedia vuol essere una riflessione sulla solitudine e l’abbandono dei nostri vecchi.